La mia sfolgorante carriera podistica prosegue, ormai lanciatissima, dopo la partecipazione alla 13esima edizione del Giro Podistico del Guilcer. O è la 12esima?
A dir la verità non si capisce benissimo: sul programma le hanno scritte entrambe, a cercare su Google sembrerebbe che fosse la 13esima, a leggere la classifica finale stilata dalla Fidal Sardegna parrebbe la 12esima.
A dir la verità non si capisce benissimo: sul programma le hanno scritte entrambe, a cercare su Google sembrerebbe che fosse la 13esima, a leggere la classifica finale stilata dalla Fidal Sardegna parrebbe la 12esima.
Cambia qualcosa? Credo di no, pertanto dirò che ho partecipato all’edizione del 2013 di una allegra gara podistica sull’altopiano del Guilcer, tra Ghilarza, Abbasanta e Norbello.
Ok, anche qui si potrebbe disquisire a lungo: la gara più che sull’altopiano è stata fatta sul bordo. Prima si scendeva, poi si saliva.
Ho sempre pensato che le corse su strada fossero tendenzialmente eque.
Se si parte da A e - percorrendo un circuito più o meno lungo - ci si fa ritorno, alcune leggi geometrico-fisico-matematiche a me ignote garantiscono che non ci sarà perdita o guadagno di altimetria.
In parole povere: se prima scendi, poi devi salire e viceversa, quindi non illuderti. Nessuno regalerà nulla alla tua fatica.
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| La corretta tecnica di corsa in discesa |
