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domenica 8 settembre 2013

L'interludio agonistico

"Ma io posso partecipare alla gara di Ozieri?"
"Certo, basta che vai piano, ricordati che domenica ne devi fare trentadue."
"Non c'è problema, vengo per la presenza e faccio qualche foto.

Questo è più o meno il dialogo con il coach che, via sms, ha sancito la mia partecipazione alla XXXII edizione del Trofeo Città di Ozieri. Ozieri è un bel paesotto a metà strada tra Sassari ed Olbia. La sua peculiarità è quella di essere appeso ad un monte, talmente appeso che qualunque gara si faccia da queste parti – a quanto mi riferiscono – ci si trova ad affrontare salite terrificanti o discese ardite.

venerdì 14 giugno 2013

De Coubertin, ti prego, lasciami in pace.

Austis è un ridente paesino del centro Sardegna.
Non tanto ridente a dire il vero. Da quelle parti, con la crisi economica e la fuga dei giovani, di sollazzo ormai ne è rimasto ben poco.
Molto centro però, talmente centro da adattarsi perfettamente alla regole della Cartografia Pazzoniana:
"Prendi una cartina della Sardegna, tracciaci una X sopra. Intorno al centro ci troverai Austis".

Mappa della Sardegna - Cartografia Pazzoniana

Austis Corre. Terza Edizione. Partecipo alla mia sesta gara podistica, preparandola con uno schema ormai consolidato: chiedo notizie a Google e mi spavento per la difficoltà del percorso, chiedo conferma a qualche componente degli Amatori Nuoro e ne traggo infauste conferme.
Questa volta però è particolare. Tutti ma proprio tutti nel pre-gara, persino la folta schiera di podisti toscani in trasferta, parlano della terribile salita dell'ultimo tratto e qualcuno della locale Pro Loco ci informa che non ci invidia affatto per quello che ci attende.

Le cose sono due: o questa salita è davvero tosta, oppure è davvero tosta.
La risposta più che provata sulla mia pelle verrà provata sulle mie gambe, ma andiamo per gradi.

sabato 1 giugno 2013

Bilancio per un compleanno.

30 Maggio 2012, ore 14:23.

Fa caldo, ma non mi preoccupo. In pineta c'è ombra, non dovrei soffrire troppo.

Non ho mangiato, così evito inconvenienti. O meglio, non ho mangiato le solite quantità. Diciamo che mi sono contenuto, e l'ho fatto ad un orario intelligente: da mezzogiorno alle due dovrei riuscire a digerire, in fondo solo un panino con mortadella e una banana non sono granché.

Maglietta in cotone, vecchie Adidas ai piedi, pantaloncini del Real Madrid campione d'Europa nel 1998.
Che palle, da juventino mi rode ancora aver perso l'ennesima finale, ma quel completino l'avevo trovato scontato alla Auchan e andava benissimo per il calcetto con gli amici.
E ora anche per correre.

Esco da casa di mia suocera, attivo il GPS sul mio Galaxy S2, lancio Endomondo, aspetto che agganci il segnale del satellite e premo il pulsantone virtuale dello Start.

Mia suocera ha espresso le sue perplessità. Fa caldo, non ho mangiato abbastanza. Magari mi lascia da parte la pasta, così quando torno posso mangiare qualcosa di sostanzioso.

Arranco con il fiatone, mi chiedo chi me lo fa fare. Anche la mortadella di mezzogiorno si prende la briga di tornare su per chiedermelo. La banana poi... dovrò stare più attento in futuro.
Ci sarà un futuro?
La palestra mi sta sulle palle, in piscina ci sono andato due volte e poi sono fuggito. Non ho bici, a rugby mi picchierebbero troppo e l'ultima volta che ho giocato a calcetto ho rimediato uno strappo al quadricipite.

Beh, se voglio un futuro è meglio che ci sia un futuro da podista nella mia vita.
32 anni, 90 chili di merendine sparsi su 187 centimetri, fiatone sulle scale che portano all'ufficio.
Lavorassi in cima al Pirellone non mi preoccuperei, ma sto al secondo piano, quindi...

Mi arrendo dopo neanche mezzora, poco più di 3,5 km percorsi. E una fame allucinante.
Aveva ragione mia suocera a lasciare da parte la pasta. La mangerò con gusto, ma prometto che nei prossimi giorni mi metterò in riga.

La testimonianza dell'esordio

martedì 21 maggio 2013

Trionfi camuffati da batoste

E così venne il giorno.

Siete tutti interessati al racconto della mia CorriNuoro? Avete voglia di scoprire se ho mandato la palla in buca d'angolo? Volete sapere se ho vagato, impazzito e storto per 11.2 km, in cerca di sponde che mi facessero carambolare fino al traguardo?

Avevo fatto dei pronostici, due per la precisione:
1) non mi doppieranno!
2) la chiuderò in meno di 45 minuti.
Sul primo ho indovinato, non ho subito l'onta del doppiaggio, sebbene non abbia notato lo "strapparsi le vesti di dosso" di quelli doppiati da me. Come obbiettivo sportivo forse non era un granché.

Sul secondo - del quale avevo premesso il carattere teorico - c'è poco da raccontare.
E' rimasto tale, rimpiazzato da un onorevole 48'27".

Foto di Massimo Locci - www.amatorinu.it

sabato 18 maggio 2013

Lo sborone - prologo della CorriNuoro

Siccome stasera partecipo alla 15° edizione della CorriNuoro, mi sembrava d'obbligo lanciarmi in uno sport pericolosissimo ma dall'enorme potenziale letterario: il pronostico.
 
Leggete questo post e già sapete che ne seguirà un altro, subito dopo la gara, con il quale dovrò riferire se c'ho preso o meno. Interessante, vero?
Ottimo metodo per far brulicare i contenuti!
 
In realtà il proposito è un altro, mi riporta indietro a quando da ragazzino, d'estate, frequentavo il bar in fondo alla piazza del Centro Commerciale di Platamona. Quello sotto la sala giochi, per intenderci.
Era l'unico posto dotato di un biliardo a stecche.
 
Quando sei brutto, impacciato, non vesti alla moda e, soprattutto, non hai uno scooter, le provi tutte pur di apparire in gamba, almeno un pò.
Così io e un altro manipolo di amici pari rango frequentavamo quel losco bar, dove di notte si alternavano personaggi di un certo spessore morale, approfittando del fatto che di giorno la sala biliardo, in fondo al locale, al riparo da occhi indiscreti, era libera e ci si poteva dedicare ad un gioco da veri uomini.
 
Io avevo una dimensione esatta, quella dello sfigato.
Quando un bel giorno, all'improvviso, mi ritrovo a giocare contro altri, più fighi ma più scarsi di me, alla presenza di varie fanciulle locali, penso che quella può essere la mia occasione.
 
A questo punto è d'obbligo una colonna sonora: Il topo (Signore delle fogne) di Ivan Graziani

giovedì 2 maggio 2013

Tuesday night in San Francisco

Ogni anno, per ben due volte, i Nuoresi si recano a piedi, in pellegrinaggio, al Santuario di San Francesco di Assisi in Lula.
Non mi soffermerò sui particolari religiosi, culturali o sulle tradizioni legate a tale manifestazione di fede, visto che non me ne sono mai curato e mi interessano veramente poco.
Ho un rapporto particolare con la religione, che ricalca quello di Dylan Dog con gli alieni: “non ci credo, ma ci spero”. Odio le pompose manifestazioni di devozione – spesso di facciata – e se proprio devo avere un rapporto con entità sovraordinate, che non siano il mio capo al lavoro, preferisco relazionarmici senza intermediari.
Per semplificarla, io ho il Gesù Personale dei Depeche Mode, se ci devo parlare lo faccio. Punto. 

Comunque, nonostante un perdurante disinteresse verso le radici dell’evento, vi prendo parte da ormai 4 o 5 anni. L’anno scorso ci sono andato addirittura due volte, qualche volta ho portato amici per chiacchierare, altre volte il cane, così poteva fare tanta pipì in campagna.
Il pellegrinaggio parte da Nuoro alla mezzanotte di un giorno che solitamente sbaglio ad indovinare, ma che cade comunque ad inizio Maggio e ad inizio Ottobre, su un percorso che parte su asfalto, si addentra nelle campagne, passa nel fitto della macchia mediterranea, scala alcune cime e corre lungo i crinali che portano a Lula, per poi tornare su asfalto e quindi di nuovo su sterrato negli ultimi km.
Vi partecipa veramente tanta gente. Chi per diletto, chi per vera fede, chi per sciogliere un voto. 
C’è chi la fa scalzo. C’è chi la fa a cavallo.

Io stavolta l’ho fatta correndo.

sabato 1 dicembre 2012

E cominciamo a macinare

Io ci provo, poi a fine marzo sapremo se ci son riuscito. Nel frattempo ho già programmato il primo lungo. 19 km a spasso per Nuoro...