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domenica 14 aprile 2013

Debutti e nuovi mondi

Devo essere onesto: nella mia giovanile arroganza, quando ho iniziato ad allenarmi per la maratona, catalogavo tutte le gare locali come “garette da sfigati”.
Sfigati i vincitori, forti abbastanza per vincere a casa, non abbastanza per vincere altrove, sfigati tutti gli altri, lì ad agitarsi su distanze strane, su percorsi anonimi di anonimi paesotti, impegnati solo nel correre contro se stessi.
Poi mia moglie ha deciso di regalarmi l’iscrizione ad una società locale - gli Amatori Nuoro – per la quale corrono quelli che, quotidianamente, vedo fuggire come il vento sulla pista del camposcuola.
E dopo il regalo la signora, furba e scaltra, ha anche deciso di diventare il mio procuratore: “Ti piace il regalo? Bene, il 14 c’è una gara ad Olbia. Andiamo dal sabato, così con la scusa possiamo andare al mare, vedere Adriana e Giuseppe a cena, poi la domenica passiamo a trovare Stefano e Sebastiana. Mi sembra un ottimo week end e i bambini si divertiranno di sicuro”.
Non penso che un rifiuto fosse contemplato, quindi ho accettato volentieri.
Così, a neanche un mese dal mancato Masterpiece romano, mi ritrovo di nuovo con un pettorale da appuntare (Il 27? E tutti gli altri dove sono?) e soprattutto con due incognite:
  1. Siamo proprio sicuri che devo usare quella canotta? Mi sembro un bambino del Biafra, magro, ma con la pelle bianchissima!
  2. Ma a quanto devo andare? Mica le so correre io queste distanze! Qui mi scoppio!