domenica 8 settembre 2013

L'interludio agonistico

"Ma io posso partecipare alla gara di Ozieri?"
"Certo, basta che vai piano, ricordati che domenica ne devi fare trentadue."
"Non c'è problema, vengo per la presenza e faccio qualche foto.

Questo è più o meno il dialogo con il coach che, via sms, ha sancito la mia partecipazione alla XXXII edizione del Trofeo Città di Ozieri. Ozieri è un bel paesotto a metà strada tra Sassari ed Olbia. La sua peculiarità è quella di essere appeso ad un monte, talmente appeso che qualunque gara si faccia da queste parti – a quanto mi riferiscono – ci si trova ad affrontare salite terrificanti o discese ardite.

lunedì 17 giugno 2013

I 100 metri più belli

Sabato sera a Straula, frazione di San Teodoro, ho partecipato alla 1° edizione della corsa podistica di Sant'Antonio, scoprendo che in una gara ci sono tanti momenti divertenti. 

E' stato molto divertente il sopralluogo pre-corsa insieme a Federico, con sfiato della marmitta e tante bestemmie, non appena il percorso ci si è presentato davanti nelle sue parti peggiori. Salita. Anche qui.

E' stato molto divertente il finto riscaldamento, con annessa cazziata di un giudice: 
"Lei!!! Perchè è sul percorso!" mi ha urlato contro. "E che ne so, ho visto che c'erano tutti e mi ci sono messo anche io...". Ha capito che era più divertente prendersela con qualcuno più esperto e ha iniziato ad inveire contro gli altri podisti.

E' stato molto divertente il cazzeggio degli attimi prima della partenza: 
"Oh, adesso scatto e brucio Abdelkader, poi alla prima curva mi fermo, però mi tolgo il gusto di stargli avanti" diceva Federico.
"No Federì, facciamo così. Ci mettiamo davanti a lui, allarghiamo le braccia e gli ostruiamo la strada. Col cazzo che vince!" rispondevo io.
"Vabbè dai, l'obiettivo è non farsi doppiare, dici che ce la facciamo?" chiedeva fiducioso Federico.
"Ohi, per non farvi doppiare dovete andare almeno a quattroedieci e siete sul filo" ci riportava sulla terra il saggio Orlando "con quattroequindici vi doppia di sicuro".

sabato 15 giugno 2013

Il traguardo


Ci sono momenti nei quali mi ritrovo a guardare i miei oggetti, solitamente inanimati strumenti della mia esistenza, come fossero compagni di chissà quale avventura, muti testimoni del mio smisurato ego e delle sue peripezie.

E' successo quando ho deciso di abbandonare la collezione di Dylan Dog, con le pagine colme di china che mi guardavano tristi, quasi chiedendomi dove fosse finito il mio animo da Peter Pan del Grand Guignol.

E' successo quando ho venduto la chitarra con le buche a "f". L'avevo comprata nel mio delirio consumistico post-Kosovo (altra vita, altre abitudini), ma non ha mai scalfito il ruolo della vecchia chitarra classica che mi accompagnava dal Natale del 1986. Mood for a Day mi veniva bene solo sul primo amore. Quando la vendetti su eBay sembrava ringraziarmi. Qualcuno l'avrebbe fatta vibrare con più calore.

E' successo con la reflex digitale. La vita da papà (ma io preferisco Babbo) è complicata, non c'è mica tempo per riflettere su messa a fuoco, apertura, tempi, profondità di campo. L'unica profondità che la mia reflex rischiava di lasciare, dondolando appesa al collo mentre inseguivo gremlins, era quella del taglio prodotto sulla testa dei bambini a causa di un'oscillazione di troppo.
Guardava altera la "compatta" che l'avrebbe sostituita: "Tzè, non hai un briciolo della mia qualità" sembrava dirle, stizzita.

E' successo con le mie ultime scarpe da corsa. Scarpe se ne cambiano tante, non ci sono grandi empatie da ricordare.

Ma le mie ultime scarpe furono diverse.
Mi accompagnarono nel girotondo del camposcuola e su e giù per le colline nuoresi.
Macinarono chilometri con i lunghissimi, sotto il sole, la pioggia, la neve.
Mi portarono in fondo a due maratone e un tizio, al traguardo di Roma, non sapendo come catalogarle gli affibiò la marca "Altro".

Fanno già parte del passato, persino i tempi dei verbi si sono adeguati per parlare di loro
Altro, le mie Kalenji Comfort Prime, che alla veneranda età di 871,58 km (ma sono calcolati per difetto, ne hanno qualcuno in più), hanno deciso di abbandonare la carriera podistica per intraprendere quella da passeggio. Non prima di un giro in lavatrice, naturalmente.

Ciao amiche, un tributo era d'obbligo. Avete raggiunto il vostro traguardo.


venerdì 14 giugno 2013

De Coubertin, ti prego, lasciami in pace.

Austis è un ridente paesino del centro Sardegna.
Non tanto ridente a dire il vero. Da quelle parti, con la crisi economica e la fuga dei giovani, di sollazzo ormai ne è rimasto ben poco.
Molto centro però, talmente centro da adattarsi perfettamente alla regole della Cartografia Pazzoniana:
"Prendi una cartina della Sardegna, tracciaci una X sopra. Intorno al centro ci troverai Austis".

Mappa della Sardegna - Cartografia Pazzoniana

Austis Corre. Terza Edizione. Partecipo alla mia sesta gara podistica, preparandola con uno schema ormai consolidato: chiedo notizie a Google e mi spavento per la difficoltà del percorso, chiedo conferma a qualche componente degli Amatori Nuoro e ne traggo infauste conferme.
Questa volta però è particolare. Tutti ma proprio tutti nel pre-gara, persino la folta schiera di podisti toscani in trasferta, parlano della terribile salita dell'ultimo tratto e qualcuno della locale Pro Loco ci informa che non ci invidia affatto per quello che ci attende.

Le cose sono due: o questa salita è davvero tosta, oppure è davvero tosta.
La risposta più che provata sulla mia pelle verrà provata sulle mie gambe, ma andiamo per gradi.